#1  
Vecchio 08-10-2010, 06:58 AM
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Ragazze, stanotte e' stata pessima da ieri sera ho delle contrazioni dette di Braxton Hicks, almeno credo che siano queste
prima ogni ora, poi 40 minuti, 30 e adesso ogni 15. cosi' per spendere la notte in modo produttivo ( sono stanca morta) mi sono messa a fare ricerche su internet. Ecco come riconoscere le contrazioni e sapere quando andare in ospedale.


Come si distinguono le contrazioni vere da quelle preparatorie?
Possiamo distinguere tre tipi di contrazioni. Il primo tipo, quelle note con il nome di Braxton-Hicks, consistono in irrigidimenti della pancia spesso non dolorosi o leggermente dolorosi, si verificano nel terzo trimestre della gravidanza e aumentano avvicinandosi al termine, ma non indicano l’imminenza del parto.

Poi ci sono le contrazioni vere e proprie, di due tipi. La distinzione avviene in base alla regolarità. Quelle preparatorie (prodromiche) sono variabili: l’irregolarità non si misura tanto sull’intensità del dolore, che è assolutamente soggettivo e non quantificabile, quanto sulla durata e sul ritmo.

Quelle caratteristiche del travaglio, invece, si presentano a intervalli regolari: durano almeno 50-60 secondi e si verificano almeno ogni 5 minuti. Con il proseguire del travaglio l’intervallo tra una e l’altra si accorcia. Per quanto riguarda l’intensità del dolore, non tutte le donne avvertono un crescendo, a volte le prime contrazioni possono essere avvertite come più dolorose delle successive, perché il corpo passa bruscamente da una condizione di benessere e quiete a quella di dolore acuto. Poi, per un meccanismo di compensazione ormonale, il corpo si adatta alla nuova condizione di sofferenza e sviluppa spontaneamente una maggiore tollerabilità. Si tratta però, sempre, di condizioni soggettive.

Come mi devo comportare se si rompono le acque?

Quando le membrane che circondano il bambino non sono più in grado di sostenere l’aumento della pressione si rompono. La rottura può essere improvvisa, con fuoriuscita di acqua a getto, o avvenire più delicatamente, con sensazione di umidità improvvisa. Molte donne infatti scambiano la rottura delle membrane per perdita di urina.

A questo punto bisogna osservare il colore del liquido: se è limpido o lievemente rosaceo, è tutto nella norma, quindi non è necessario precipitarsi all’ospedale, ma se si avvertono regolarmente i movimenti del feto, è possibile farsi una doccia, preparare l’occorrente e organizzarsi per il trasporto. Se invece il liquido vira dal giallino al verde, è fondamentale procedere subito al ricovero: si tratta infatti di meconio e indica una situazione di allerta. Stesso discorso se la perdita è di sangue.

Altra situazione in cui è importante il ricovero sollecito è in caso di tampone vaginorettale positivo per presenza di Streptococco di gruppo B, che presuppone un rischio di infezione fetale.

Cosa succede se a travaglio inoltrato le acque non si rompono?

Nel corso di un travaglio fisiologico la rottura delle membrane segue l’inizio delle contrazioni, a volte invece lo precede di qualche ora. Se non avviene spontaneamente, la rottura viene effettuata artificialmente dall’ostetrica. Viene usato uno strumento in plastica a forma di uncinetto, che gratta la superficie in tensione della membrana e ne genera la rottura. Non è una procedura dolorosa.
Può succedere anche il caso opposto: alla rottura del sacco non segue l’inizio del travaglio. In questo caso, a distanza di 24 ore si procede all’induzione delle contrazioni. In ogni caso, la rottura del sacco amniotico presuppone sempre e in ogni caso il ricovero, perché il feto non si trova più in un ambiente asettico ed è quindi vulnerabile alle infezioni.

La perdita del tappo di muco presuppone l’inizio del travaglio? No. Il tappo mucoso può essere espulso anche 15-20 giorni prima del parto. La modificazione del collo uterino ammorbidisce il muco denso che tappa il canale cervicale e lo protegge, provocandone la caduta. È una condizione del tutto fisiologica che, se non sono presenti altri indicatori di inizio travaglio, non necessita il ricorso all’ospedale. Se è fisiologico, non è accompagnato da contrazioni o perdite ed è di colore bianco, rosato o marroncino. Capita spesso che la caduta del tappo mucoso avvenga con gradualità nelle settimane precedenti al parto, e molte donne non si accorgono neppure dell’accaduto.

Esistono dei rimedi per ridurre i tempi del travaglio?
Purtroppo non esistono tempi standard per il travaglio: posso dire che una primipara impiega in media 10-12 ore, contando dalla prima contrazione alla fase espulsiva. Il tutto dipende dalla modalità con cui si affronta: se la donna cerca di opporsi al dolore e alla tensione del corpo, si dimena, si irrigidisce, si contorce, la tensione muscolare si ripercuote negativamente sull’apparato genitale e i tempi si allungano. È importante aiutarsi con respirazione, immersioni in acqua calda, movimenti o passeggiate, esercizi di basculamento del bacino, massaggi.


Esiste una posizione che allevia il dolore?
Ogni donna trova il suo modo per affrontare il travaglio. Il consiglio è quello di lasciare che sia il corpo a cercare la posizione in cui si sente più libero e più a suo agio. Ed è sempre meglio, in assenza di controindicazioni, non rimanere subito allettate. Poi l’ostetrica può correggere la posizione della mamma per favorire il corretto posizionamento, la rotazione e la progressione della testa del feto.


Mancano ancora diverse settimane al termine, ma il travaglio inizia. Cosa devo fare?
Entro la 33a settimana di gestazione, bisogna recarsi in un Ospedale provvisto di un reparto di Patologia neonatale. Trascorsa la 34° settimana, si può fare riferimento alla struttura precedentemente prescelta.



Travaglio

Se ne son sentite tante, sul legame del fisico con la gravidanza: chi ha un bacino largo non ha problemi a partorire perché l’utero si allarga facilmente durante le contrazioni e c’è abbastanza spazio per accogliere il bambino.
Ma questo può essere vero, in certi casi.
Può accadere che, al di là dell’immaginario comune, una donna magra incontri meno difficoltà sia nel travaglio che al momento del parto stesso, rispetto ad una donna che presenta un bacino largo.
Ci si chiede: quanto può influire il fisico di una donna sul travaglio e/o sul parto?

Una donna magra.

Ad una donna esile si associa spesso un bacino stretto, quindi fianchi stretti è sinonimo, nella mente comune, di un parto naturale difficile: le misure del bambino risulteranno più larghe rispetto alla larghezza che presenta il bacino per la fuoriuscita del piccolo.
Quindi, abolito il parto naturale. Questo non è assolutamente vero.
Molte donne magre possono avere una bacino largo e partorire con facilità, a dispetto di ogni convinzione presunta.
Quando il ginecologo constata che il bacino è davvero troppo stretto, allora può praticare il parto cesareo.

Donna in sovrappeso

Il travaglio potrebbe essere abbastanza doloroso e difficoltoso, ma quando parliamo di “donna grassa”, intendiamo una donna obesa e robusta (non sono da intendersi grasse quelle donne che si vedono formose o solo con qualche chiletto di troppo). In effetti, in donne troppo robuste, l’eccesso di grasso presente intorno alla pareti vaginali, ostruisce il canale del parto. Il sovrappeso, inoltre, può essere la causa di alcune complicanze della gravidanza, come il diabete e la preclampsia che inducono il parto (spesso si opta per quello cesareo, proprio per l’urgenza che si viene a creare).
Sicuramente, perdere peso in gravidanza non è il momento ideale per pensare alla propria silhouette, ma si può fare attenzione alla giusta alimentazione in modo da evitare di prendere anche 18-20 chili, davvero rischiosi in un periodo abbastanza delicato.

Donna allenata.

Una donna che allena i suoi muscoli da molto tempo è la più fortunata: non avrà molti problemi durante il parto e riuscirà a sostenere le contrazione dell’utero durante il travaglio. Perché?
Le doglie non sono altro che il dolore derivante dalla contrazione muscolare del collo dell’utero e, se una donna ha allenato i suoi muscoli, questi saranno molto più preparati ed elastici e sarà facilitata l’uscita del bambino, accanto ad una maggiore sopportazione del dolore.
Esercitare la muscolatura pelvica, dunque, durante la gravidanza, può essere la giusta azione per facilitare il parto futuro. Semplici esercizi come l’acquagym o qualche rilassamento con lo stretching, già aiutano.


Il distacco del tappo mucoso.

La perdita del tappo mucoso non provoca dolore e perciò può passare inosservata se, per esempio, si verifica mentre si va in bagno. Il tappo mucoso è costituito dal muco che fino a quel momento chiudeva il collo dell'utero isolando la cavità uterina dall'ambiente esterno. Si tratta di una perdita di consistenza gelatinosa (più densa delle perdite vaginali che compaiono in gravidanza) e può essere striata di rosa o di rosso. La presenza di gocce di sangue e dovuta alla rottura dei vasi capillari che si verifica quando l'utero comincia a dilatarsi.

Ultima modifica di Marcy999 : 08-10-2010 08:21 AM
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  #2  
Vecchio 08-10-2010, 07:28 AM
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Marcy, splendida lezione di ripasso! Grazie!!!! Proprio in questi giorni stavo pensando di cercare dinuovo queste informazioni e sono stata un po' pigra... per fortuna ci sei tu!

Per quel che mi riguarda sono di certo in presenza di Braxton Hicks. Quello che mi ha lasciato pensare e` la storia del tappo mucoso: ero convinta che si trattasse sempre di un tappo dimuco rossiccio o marroncino e invece qui si dice che puo` essere anche biancastro/trasparente... negli ultimi 3/4 giorni, forse piu` ho notato del muco ogni volta che mi pulivo con la carta igienica... non ci ho fatto troppo caso proprio perche` era trasparente. Ora mi chiedo se non si tratti del tappo che piano piano sta andando via.

Oggi poi in particolare mi sento a pezzi... vediamo che accade.

Grazie ancora marcy!
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www.oasidellemamme.it vi aspetta! Veniteci a trovare
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  #3  
Vecchio 08-10-2010, 08:17 AM
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Originally Posted by Enrica Visualizza il messaggio
Marcy, splendida lezione di ripasso! Grazie!!!! Proprio in questi giorni stavo pensando di cercare dinuovo queste informazioni e sono stata un po' pigra... per fortuna ci sei tu!

Per quel che mi riguarda sono di certo in presenza di Braxton Hicks. Quello che mi ha lasciato pensare e` la storia del tappo mucoso: ero convinta che si trattasse sempre di un tappo dimuco rossiccio o marroncino e invece qui si dice che puo` essere anche biancastro/trasparente... negli ultimi 3/4 giorni, forse piu` ho notato del muco ogni volta che mi pulivo con la carta igienica... non ci ho fatto troppo caso proprio perche` era trasparente. Ora mi chiedo se non si tratti del tappo che piano piano sta andando via.

Oggi poi in particolare mi sento a pezzi... vediamo che accade.

Grazie ancora marcy!
Tesoro in qulche modo dovevo impegnare la notte, e perche' no in podo positivo e propositivo. Io ho gia' notato il tappo, il mio era biancastro e si mentre mi pulivo avevo appunto molto muco sulla carta, piccola ricerchina internet e mi ha confermato che come pensavo il tappo era in disfacimeto.
Adesso sono da ieri in compagni molto stretta delle Braxton Hicks, e visto che con Matteo non le ho sentite prorpio, ma ho avuto 36 ore di dolore continuo e acuto non so' come sbrigarmela.

Per il post che ho messo, sono felice che ti sia piaciuto e che pensi che possa essere utile a qualche mamma alle prese con le ultime settimane!

Un abbraccio e tienimi info!
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  #4  
Vecchio 08-10-2010, 08:21 AM
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Ha giunto il pezzettino del tappo mucoso...
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  #5  
Vecchio 08-10-2010, 09:55 AM
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grazie marcy...anch'io stanotte non ho dormito molto... mi sono alzata venti volte con le solite contrazioni ma alcune volte mi sono sembrate un pò diverse...mah?!?!?
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  #6  
Vecchio 08-10-2010, 09:58 AM
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grazie marcy...anch'io stanotte non ho dormito molto... mi sono alzata venti volte con le solite contrazioni ma alcune volte mi sono sembrate un pò diverse...mah?!?!?
diverse come? riesci a descriverle?
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  #7  
Vecchio 08-10-2010, 10:03 AM
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oltre ad indurirsi la pancia avevo tipo una specie di limo in fondo alla schiena...sopra ai glutei...però io sono a 35sett e mi sembra un pò presto!!!
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  #8  
Vecchio 08-10-2010, 10:05 AM
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oltre ad indurirsi la pancia avevo tipo una specie di limo in fondo alla schiena...sopra ai glutei...però io sono a 35sett e mi sembra un pò presto!!!
limo?? cioe'?
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  #9  
Vecchio 08-10-2010, 03:37 PM
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limo?? cioe'?
non un dolore vero e proprio ma tipo smania come a volte viene ai denti...
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  #10  
Vecchio 08-10-2010, 03:55 PM
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Originally Posted by Marcy999 Visualizza il messaggio
Ragazze, stanotte e' stata pessima da ieri sera ho delle contrazioni dette di Braxton Hicks, almeno credo che siano queste
prima ogni ora, poi 40 minuti, 30 e adesso ogni 15. cosi' per spendere la notte in modo produttivo ( sono stanca morta) mi sono messa a fare ricerche su internet. Ecco come riconoscere le contrazioni e sapere quando andare in ospedale.


Come si distinguono le contrazioni vere da quelle preparatorie?
Possiamo distinguere tre tipi di contrazioni. Il primo tipo, quelle note con il nome di Braxton-Hicks, consistono in irrigidimenti della pancia spesso non dolorosi o leggermente dolorosi, si verificano nel terzo trimestre della gravidanza e aumentano avvicinandosi al termine, ma non indicano l’imminenza del parto.

Poi ci sono le contrazioni vere e proprie, di due tipi. La distinzione avviene in base alla regolarità. Quelle preparatorie (prodromiche) sono variabili: l’irregolarità non si misura tanto sull’intensità del dolore, che è assolutamente soggettivo e non quantificabile, quanto sulla durata e sul ritmo.

Quelle caratteristiche del travaglio, invece, si presentano a intervalli regolari: durano almeno 50-60 secondi e si verificano almeno ogni 5 minuti. Con il proseguire del travaglio l’intervallo tra una e l’altra si accorcia. Per quanto riguarda l’intensità del dolore, non tutte le donne avvertono un crescendo, a volte le prime contrazioni possono essere avvertite come più dolorose delle successive, perché il corpo passa bruscamente da una condizione di benessere e quiete a quella di dolore acuto. Poi, per un meccanismo di compensazione ormonale, il corpo si adatta alla nuova condizione di sofferenza e sviluppa spontaneamente una maggiore tollerabilità. Si tratta però, sempre, di condizioni soggettive.

Come mi devo comportare se si rompono le acque?

Quando le membrane che circondano il bambino non sono più in grado di sostenere l’aumento della pressione si rompono. La rottura può essere improvvisa, con fuoriuscita di acqua a getto, o avvenire più delicatamente, con sensazione di umidità improvvisa. Molte donne infatti scambiano la rottura delle membrane per perdita di urina.

A questo punto bisogna osservare il colore del liquido: se è limpido o lievemente rosaceo, è tutto nella norma, quindi non è necessario precipitarsi all’ospedale, ma se si avvertono regolarmente i movimenti del feto, è possibile farsi una doccia, preparare l’occorrente e organizzarsi per il trasporto. Se invece il liquido vira dal giallino al verde, è fondamentale procedere subito al ricovero: si tratta infatti di meconio e indica una situazione di allerta. Stesso discorso se la perdita è di sangue.

Altra situazione in cui è importante il ricovero sollecito è in caso di tampone vaginorettale positivo per presenza di Streptococco di gruppo B, che presuppone un rischio di infezione fetale.

Cosa succede se a travaglio inoltrato le acque non si rompono?

Nel corso di un travaglio fisiologico la rottura delle membrane segue l’inizio delle contrazioni, a volte invece lo precede di qualche ora. Se non avviene spontaneamente, la rottura viene effettuata artificialmente dall’ostetrica. Viene usato uno strumento in plastica a forma di uncinetto, che gratta la superficie in tensione della membrana e ne genera la rottura. Non è una procedura dolorosa.
Può succedere anche il caso opposto: alla rottura del sacco non segue l’inizio del travaglio. In questo caso, a distanza di 24 ore si procede all’induzione delle contrazioni. In ogni caso, la rottura del sacco amniotico presuppone sempre e in ogni caso il ricovero, perché il feto non si trova più in un ambiente asettico ed è quindi vulnerabile alle infezioni.

La perdita del tappo di muco presuppone l’inizio del travaglio? No. Il tappo mucoso può essere espulso anche 15-20 giorni prima del parto. La modificazione del collo uterino ammorbidisce il muco denso che tappa il canale cervicale e lo protegge, provocandone la caduta. È una condizione del tutto fisiologica che, se non sono presenti altri indicatori di inizio travaglio, non necessita il ricorso all’ospedale. Se è fisiologico, non è accompagnato da contrazioni o perdite ed è di colore bianco, rosato o marroncino. Capita spesso che la caduta del tappo mucoso avvenga con gradualità nelle settimane precedenti al parto, e molte donne non si accorgono neppure dell’accaduto.

Esistono dei rimedi per ridurre i tempi del travaglio?
Purtroppo non esistono tempi standard per il travaglio: posso dire che una primipara impiega in media 10-12 ore, contando dalla prima contrazione alla fase espulsiva. Il tutto dipende dalla modalità con cui si affronta: se la donna cerca di opporsi al dolore e alla tensione del corpo, si dimena, si irrigidisce, si contorce, la tensione muscolare si ripercuote negativamente sull’apparato genitale e i tempi si allungano. È importante aiutarsi con respirazione, immersioni in acqua calda, movimenti o passeggiate, esercizi di basculamento del bacino, massaggi.


Esiste una posizione che allevia il dolore?
Ogni donna trova il suo modo per affrontare il travaglio. Il consiglio è quello di lasciare che sia il corpo a cercare la posizione in cui si sente più libero e più a suo agio. Ed è sempre meglio, in assenza di controindicazioni, non rimanere subito allettate. Poi l’ostetrica può correggere la posizione della mamma per favorire il corretto posizionamento, la rotazione e la progressione della testa del feto.


Mancano ancora diverse settimane al termine, ma il travaglio inizia. Cosa devo fare?
Entro la 33a settimana di gestazione, bisogna recarsi in un Ospedale provvisto di un reparto di Patologia neonatale. Trascorsa la 34° settimana, si può fare riferimento alla struttura precedentemente prescelta.



Travaglio

Se ne son sentite tante, sul legame del fisico con la gravidanza: chi ha un bacino largo non ha problemi a partorire perché l’utero si allarga facilmente durante le contrazioni e c’è abbastanza spazio per accogliere il bambino.
Ma questo può essere vero, in certi casi.
Può accadere che, al di là dell’immaginario comune, una donna magra incontri meno difficoltà sia nel travaglio che al momento del parto stesso, rispetto ad una donna che presenta un bacino largo.
Ci si chiede: quanto può influire il fisico di una donna sul travaglio e/o sul parto?

Una donna magra.

Ad una donna esile si associa spesso un bacino stretto, quindi fianchi stretti è sinonimo, nella mente comune, di un parto naturale difficile: le misure del bambino risulteranno più larghe rispetto alla larghezza che presenta il bacino per la fuoriuscita del piccolo.
Quindi, abolito il parto naturale. Questo non è assolutamente vero.
Molte donne magre possono avere una bacino largo e partorire con facilità, a dispetto di ogni convinzione presunta.
Quando il ginecologo constata che il bacino è davvero troppo stretto, allora può praticare il parto cesareo.

Donna in sovrappeso

Il travaglio potrebbe essere abbastanza doloroso e difficoltoso, ma quando parliamo di “donna grassa”, intendiamo una donna obesa e robusta (non sono da intendersi grasse quelle donne che si vedono formose o solo con qualche chiletto di troppo). In effetti, in donne troppo robuste, l’eccesso di grasso presente intorno alla pareti vaginali, ostruisce il canale del parto. Il sovrappeso, inoltre, può essere la causa di alcune complicanze della gravidanza, come il diabete e la preclampsia che inducono il parto (spesso si opta per quello cesareo, proprio per l’urgenza che si viene a creare).
Sicuramente, perdere peso in gravidanza non è il momento ideale per pensare alla propria silhouette, ma si può fare attenzione alla giusta alimentazione in modo da evitare di prendere anche 18-20 chili, davvero rischiosi in un periodo abbastanza delicato.

Donna allenata.

Una donna che allena i suoi muscoli da molto tempo è la più fortunata: non avrà molti problemi durante il parto e riuscirà a sostenere le contrazione dell’utero durante il travaglio. Perché?
Le doglie non sono altro che il dolore derivante dalla contrazione muscolare del collo dell’utero e, se una donna ha allenato i suoi muscoli, questi saranno molto più preparati ed elastici e sarà facilitata l’uscita del bambino, accanto ad una maggiore sopportazione del dolore.
Esercitare la muscolatura pelvica, dunque, durante la gravidanza, può essere la giusta azione per facilitare il parto futuro. Semplici esercizi come l’acquagym o qualche rilassamento con lo stretching, già aiutano.


Il distacco del tappo mucoso.

La perdita del tappo mucoso non provoca dolore e perciò può passare inosservata se, per esempio, si verifica mentre si va in bagno. Il tappo mucoso è costituito dal muco che fino a quel momento chiudeva il collo dell'utero isolando la cavità uterina dall'ambiente esterno. Si tratta di una perdita di consistenza gelatinosa (più densa delle perdite vaginali che compaiono in gravidanza) e può essere striata di rosa o di rosso. La presenza di gocce di sangue e dovuta alla rottura dei vasi capillari che si verifica quando l'utero comincia a dilatarsi.
grazie Marcy, davvero utile il tuo riassunto!!Io continuo a non avere neanche l'ombra di una contrazione...perdite diverse dalle solite, un po' più "mucose" però le ho da qualche giorno, che sia davvero il tappo? Per il resto vado a giorni. Il dolore al pube per fortuna è diminuito un po' ma ci sono dei giorni che non mi reggo letteralmente in piedi, forze zero...
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